lunedì 29 maggio 2017

La la land (sottotitolo "come quando portavo le trecce")

Finalmente l'ho visto. Avrebbe meritato essere visto sul grande schermo, ma non essendoci riuscita, è stato provvidenziale il prestito del Dvd BluRay di una mia dolce alunna rimasta folgorata dal film (tenera età eppure tanta sensibilità).
Ebbene, cosa scrivere che non abbia già letto in giro, fra i diversi blogger che ne hanno descritto le atmosfere e l'esito? 
Il solo modo per raccontarlo è cercare di esprimere il tipo di emozioni che ha risvegliato in me, ma devo andare indietro di molti anni. 
Se giorni fa ho revocato usi ed emozioni degli anni Ottanta, qui tocca fare un salto nel decennio precedente, quando ero una bambina con le trecce e i calzettoni, il televisore era in bianco e nero e io sognavo sognavo sognavo
C'era un appuntamento settimanale che non perdevo neppure una volta, si trattava di un "programma-contenitore" in cui era trasmesso un film hollywoodiano dell'epoca d'oro del grande cinema americano. Sapevo tutto, e credetemi tutto, dei grandi divi, adoravo i musical di Ginger e Fred, così come le commedie di Frank Capra o i grandi film drammatici come Il gigante. 
Col Sorrisi e Canzoni feci una collezione di figurine dei grandi divi e delle dive, così imparai nomi fino ad allora sconosciuti, di cui non avevo visto i film: Theda Bara, Jane Mansfield, Veronica Lake, Montgomery Clift, così come vidi in modo nuovo volti che conoscevo, come James Dean, Frank Sinatra, Rock Hudson, Liz Taylor, ecc.

lunedì 22 maggio 2017

I miei favolosi Anni Ottanta

Eccomi qui, a cercare di scrivere una sintesi di ciò che sono i miei ricordi di questo magico decennio. 
Intanto, ringrazio Marina per avermi nominata, qui il suo post in merito. E ringrazio il mitico Moz, che è un nostalgico doc e ci porta spesso a fare un salto indietro che sa di buono. 
Cominciamo. Intanto fra il 1980 e il 1989 ho vissuto dai miei 9 ai miei 18 anni, quindi diciamo che gli Ottanta sono stati il ponte tra infanzia e adolescenza piena. Potrei dire che li ricordo come divisi in due tronconi, perché a metà decennio sono sbocciata in tutta la mia prorompente sensualità... ehm, no, mi pare esagerato. Diciamo che mi sono affacciata a una sospirata adolescenza, ecco. Ricordo che c'è stato un "prima" e un "dopo" nettissimi, perché finalmente erano finite le scuole medie e... beh, sì, mi sono messa con un bel giovanotto di vent'anni - vedi alla voce "coppia storica" (eh, Marina?😄)
Mettiamo tutto assieme, e vediamo cosa sono stati per me.

martedì 16 maggio 2017

La vana battaglia dell'insegnamento della grammatica.

Stamani ho riportato in classe le prove di uscita di "Riflessione sulla lingua", ossia di grammatica, ai ragazzi di terza. 
Sono tutti un po' preoccupati per gli esami e per quel momento di analisi che richiederanno le Prove Invalsi - per chi non lo sapesse le prove a carattere nazionale che monitorano ogni anno il livello di competenze degli alunni di ogni ordine e grado. 
Ho preso questa classe solo al terzo anno, quindi hanno compiuto con me solo l'ultima parte del triennio delle medie, così ho ereditato una situazione che è comune a tante classi: molta incertezza circa la grammatica, il riconoscimento della funzione logica degli elementi di una frase.
La grammatica è solitamente detestata dagli alunni. 
Questo è purtroppo una verità incontrovertibile. Se altre materie sono detestate perché richiedono la lettura e la memorizzazione di concetti, la grammatica è odiata perché equivale a una logica che li spiazza e li induce ogni volta a fare un passo indietro e ricostruire il percorso. Insomma, la grammatica è faticosa e richiede qualcosa che al giorno d'oggi sta letteralmente scomparendo dagli apprendimenti: il soffermarsi a riflettere a fondo, il non poter fare in automatico un percorso, il pensare attentamente.

venerdì 12 maggio 2017

Viaggio nel cinema che fu ("non fanno più i film di una volta")

Vi è mai capitato di pensare che il cinema non sia più quello di un tempo, per intenderci quello che abbiamo visto fino a circa venti o più anni fa? Quanto sono diventati ormai rari i film belli, le storie che hanno il coraggio di raccontare temi importanti mediante un linguaggio accurato nella sceneggiatura e in tutto l'apparato tecnico (regia, montaggio, fotografia, costumi, ecc.)?
A me appare evidente che fino a quando è stata utilizzata la pellicola, l'ormai compianto triacetato di cellulosa che aveva sostituito la celluloide, ci siano stati film belli, e da quando è nato il cinema in digitale, ormai ampiamente utilizzato, tutto sia cambiato. 
Dal fotogramma ai pixel, insomma, si è andati in tutt'altra direzione, irreversibilmente. 
Credo che il decennio dei Novanta sia stato indimenticabile. Molti dei film che ho amato rivedo ogni tanto, e rivederli te li fa guardare con occhi diversi, li apprezzi perfino di più. 
Qui proporrò quelli indimenticabili, degli anni Novanta, ovviamente rispondenti al mio personale gusto in fatto di generi. Per ogni film l'indicazione successiva è quella della regia, perché questi formidabili registi li hanno resi i film ineguagliabili che sono diventati. Va da sé che il parco-attori è eccellente in ciascuno. Accanto trovate le ragioni personali per cui si trovano in questa lista.

giovedì 4 maggio 2017

"... ma fa ridere?"

Domani, 5 maggio, Foglie d'erba - per chi non sapesse di cosa si sta parlando, ci sono post qui e qui - sarà rappresentato a Guidonia Montecelio, un piccolo comune vicino Roma che vanta un teatro di certa tradizione: l'Imperiale. 
Siamo stati invitati a partecipare al Premio Corvo d'Oro, in cui siamo in competizione con altre Compagnie per riconoscimenti sul migliore interprete, scenografia, costumi, spettacolo. Al di là della gara, che devo essere sincera sento poco perché questi premi finiscono spesso col favorire Compagnie locali piuttosto che premiare la qualità, il difficile è "giocare fuori casa" in merito al reclutamento di pubblico, a maggior ragione quando il biglietto in platea ha un costo di 15,00 Euro - la galleria invece ne costa 10,00 per fortuna. 
Il costo del biglietto è un tema fondamentale per il teatro. Meriterà un discorso a parte.