Charlie Chaplin

Luci della città, 1931

Monk's House

La stanza tutta per sé di Virginia Woolf

Miranda - The tempest

John William Waterhouse, 1916 (particolare)

I nottambuli

Edward Hopper, 1942

martedì 30 gennaio 2018

Terza candelina...

Per ogni anno che passa si resta sempre un po' stupiti di quanto veloce trascorra il tempo. Sono già tre anni ed eccomi qui a festeggiare virtualmente il mio compleblog. 
Volendo immaginare bilanci, direi che procede tutto come agli inizi, la voglia di scrivere, di confrontare il mio pensiero con quello altrui è una delle mie passioni, del resto.
Rispetto a tre anni fa, noto invece che la blogsfera sta cambiando. Noto purtroppo che c'è una flessione verso il basso per quel che riguarda il gruppo frequentato per diverso tempo. Alcuni blog che seguivo con molta partecipazione hanno praticamente chiuso, per esempio, me ne dispiace. 
Peccato aver scoperto in una fase tarda il gusto di tenere un blog, perché l'impressione è di stare vivendo l'ultima parte di un periodo che probabilmente è stato fervido, come del resto leggo in diversi blog di amici che hanno evidenziato come il fenomeno si sia indebolito non poco. 
A domandarsi come mai questo accada non facciamo fatica a formulare una risposta. Da una parte l'attrazione verso social media che offrono una comunicazione più immediata e veloce, dall'altra la fisiologica flessione di modalità di comunicazione che raggiungono un apice e poi si spengono gradualmente. Davvero un peccato, dal mio punto di vista. 
Mi piacerebbe confrontarmi con chi leggerà riguardo a questo punto: cosa pensate di questa "crisi"?
Io continuerò a scrivere, perché farlo non solo mi piace, ma per me rappresenta un allenamento imprescindibile per tenere sempre sveglia questa "abilità". La comunicazione è il mio pane e non intendo rinunciarci. Mettere per iscritto idee, opinioni, fare un'analisi del testo, ordinare i propri scritti in un "archivio" virtuale è cosa utilissima, quindi sappiate che mi trovate qui, malgrado il tempo in certi periodi in particolare sia veramente ridotto.

Con grande soddisfazione, vi mostro l'elenco dei post di grande successo del blog (accanto il numero di visualizzazioni): 


Come sempre, chiudo con un grazie a tutti coloro con i quali condivido questa esperienza.

sabato 13 gennaio 2018

Chaplin Award - Il premio ai migliori post del 2017

Un po' in ritardo sulla tabella di marcia - periodo folle tra lavoro e teatro - e finalmente eccoci all'assegnazione del premio ai post di blog che seguo, a mio parere fra i migliori della blog-sfera. 
Un premio che mi sono inventata lo scorso anno, qui potete leggere i migliori post premiati del 2016, se vi va. 
Il Chaplin Award ha un significato particolare per me, perché vuole essere occasione di menzione di quei post che per me hanno rappresentato un arricchimento culturale.
Da quando ho aperto questo blog, l'intento è stato fin da subito creare un luogo in cui scrivere, ma anche in cui condividere pensieri e opinioni con persone dai gusti e dalle propensioni affini ai miei. 
Va da sé che il mio occhio sia sempre attento verso blog che sono particolarmente orientati verso un aspetto di divulgazione, occasione di conoscenza.
Il Chaplin Award è un premio che non obbliga ad alcuna catena, sta lì e basta. Se vi va, inseritelo nelle vostre homepage. 
Squillino le trombe, ecco i 10 post più interessanti del 2017, cui tendo il mio modestissimo tributo:

1. In viaggio con Proust: la mia dipendenza, di Marina Guarneri del blog Il Taccuino dello Scrittore. Sempre acuta e dalla scrittura fluida e accattivante, Marina sa come esprimere il suo pensiero riguardo al "viaggio" intrapreso con la Recherche. 

2. "Ogni famiglia è infelice a modo suo": la famiglia nella letteratura, nei film e nei fumetti, di Cristina Cavaliere del blog Il Manoscritto del Cavaliere. Davvero avrei l'imbarazzo della scelta a cercare nel blog di Cristina il suo miglior post dello scorso anno. Sono tutti singolarmente speciali, ne prendo uno a rappresentanza di tutti. 

3. La vipera di Cleopatra, di Giuliano del blog Il cavallo di Brunilde. Una new entry fra i blog che seguo regolarmente. Un luogo ricco di citazioni, spunti di discussione, appunti. Il blog è tenuto da Giuliano e da Giacynta, un ottimo connubio di blogger. 

4. Il percorso casa per casa, di Cristina Malvezzi del blog Athenae Noctua, un percorso affascinante nell'arte che denota la grandissima cura della disamina che da sempre caratterizza Cristina. 

5. I miei 5 strumenti per trovare la "parola giusta", di Maria Teresa Steri del blog Anima di carta. Il nerbo di questo blog sta nelle centinaia di post utili all'aspirante scrittore. Questo è solo uno dei tantissimi di Maria Teresa, sempre generosa nel condividere le sue risorse. 

6. Ancora i sette vizi (ma in chiave letteraria), di Ariano Geta dell'omonimo blog. Un delizioso post sui sette vizi ravvisati in romanzi della tradizione letteraria, una di quelle chicche del web. 

7. Piroette funamboliche sul filo dell'arte della persuasione, di Clementina Sanguanini del blog L'angolo di Cle. Vero è che sono decine i post dello scorso anno degnissimi di attenzione, Clementina è una blogger raffinata e sempre aperta ad analisi letterarie e non, di grande pregio. 

8. Ho corso con Murakami Haruki, di Grazia Gironella del blog Scrivere Vivere, una recensione godibilissima di un libro che ho amato molto anch'io. 

9. Da pagina 210 del manoscritto, di Vincenzo Iacoponi dell'omonimo blog. Scoperto di recente e aggiunto ai miei blogger preferiti, Vincenzo è un vivace commentatore, una fucina di idee, di fantasia, e anche un buono scrittore. 

10. Lo Hobbit, J. R. R. Tolkien, di Julia del blog Tanto non importa. Giovane e brava blogger sempre all'altezza di ogni argomento che tocca. Questo in particolare è un gustoso viaggio nel celebre romanzo. 

Grazie agli amici blogger menzionati e a quelli che non compaiono nella lista, ai quali devo comunque sempre tanto. Buon 2018 di blogging a tutti!

mercoledì 3 gennaio 2018

Le braci - Sándor Márai

Incipit: In mattinata il generale si soffermò a lungo nella cantina del vigneto. Vi si era recato all'alba insieme al vignaiolo perché due botti del suo vino avevano cominciato a fermentare. Quando finì di imbottigliarlo e fece ritorno a casa, erano già le undici passate. Ai piedi delle colonne, sotto il portico lastricato di pietre umide ricoperte di muffa, lo attendeva il guardacaccia, che porse una lettera al padrone appena arrivato. 

Un bell'inizio del nuovo anno voltare l'ultima pagina di questo romanzo, per me una rivelazione, al momento fra i più letti e noti nel circuito di lettori abituali o "forti" che dir si voglia (a proposito, le statistiche ci restituiscono un resoconto annuale a dir poco scoraggiante, meriterà un approfondimento).
Intreccio e stile godibilissimi, scrittura lucida, ferma, elegante quella di Márai, che si rivela un narratore meritevole di essere conosciuto più di quanto non lo sia già fra coloro che ne hanno apprezzato anche altri romanzi (ho già La donna giusta e non vedo l'ora di leggerlo).
Le braci, scritto nel 1942 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 1998, è la storia, soffertissima, di una resa dei conti. Se guardiamo a tutto l'intreccio con una visuale larga, ci appare all'inizio come un affresco affascinante dell'alta società ungherese ai tempi del grande Impero austro-ungarico, puntellata di gentiluomini in alta uniforme con un grande senso dell'onore e del servizio verso la patria. Il panorama comprende anche la grande pianura ungherese, la puszta, nel quale si muove il padre del protagonista - un ufficiale della guardia che sposa una fragile gentildonna parigina, sofferente nell'immensa solitudine del castello immerso nell'aspro territorio cui i suoi occhi non sono avvezzi. Da costoro nasce Henrik, il generale col quale il romanzo ha inizio, un protagonista nel quale scopro essersi celata molta parte del carattere dello stesso Márai.