lunedì 29 maggio 2017

La la land (sottotitolo "come quando portavo le trecce")

Finalmente l'ho visto. Avrebbe meritato essere visto sul grande schermo, ma non essendoci riuscita, è stato provvidenziale il prestito del Dvd BluRay di una mia dolce alunna rimasta folgorata dal film (tenera età eppure tanta sensibilità).
Ebbene, cosa scrivere che non abbia già letto in giro, fra i diversi blogger che ne hanno descritto le atmosfere e l'esito? 
Il solo modo per raccontarlo è cercare di esprimere il tipo di emozioni che ha risvegliato in me, ma devo andare indietro di molti anni. 
Se giorni fa ho revocato usi ed emozioni degli anni Ottanta, qui tocca fare un salto nel decennio precedente, quando ero una bambina con le trecce e i calzettoni, il televisore era in bianco e nero e io sognavo sognavo sognavo
C'era un appuntamento settimanale che non perdevo neppure una volta, si trattava di un "programma-contenitore" in cui era trasmesso un film hollywoodiano dell'epoca d'oro del grande cinema americano. Sapevo tutto, e credetemi tutto, dei grandi divi, adoravo i musical di Ginger e Fred, così come le commedie di Frank Capra o i grandi film drammatici come Il gigante. 
Col Sorrisi e Canzoni feci una collezione di figurine dei grandi divi e delle dive, così imparai nomi fino ad allora sconosciuti, di cui non avevo visto i film: Theda Bara, Jane Mansfield, Veronica Lake, Montgomery Clift, così come vidi in modo nuovo volti che conoscevo, come James Dean, Frank Sinatra, Rock Hudson, Liz Taylor, ecc.
C'era una sigla iniziale che ancora risuona nelle mie orecchie, con tanto di leone della MGM che ruggiva e fascio di luce della 20Th Century Fox. Case produttrici che conosco dai tempi delle elementari. Ecco, ieri sera, mentre gustavo questo film scena per scena, rivivevo le stesse sensazioni di quegli anni lontanissimi e pieni di immaginazione. E ciò mi commuoveva. 
Grande produzione, accurata, ottimo cast, colonna sonora memorabile. Ryan Gosling non è fra i miei attori preferiti, comunque interpretazione degnissima. Ottimo pianista, è in grado di recitare, danzare e suonare, il che è il minimo sindacale per qualsiasi artista americano che voglia sfondare a Hollywood, ed è giusto così. Emma Stone (Oscar come Migliore attrice protagonista per questo ruolo) perfettamente in armonia, tenera e forte, grandi occhi espressivi, una talentuosa ragazza dei nostri tempi. 


La la land è un omaggio e questo è evidente fin dalle prime sequenze. Un omaggio al grande cinema di ieri e alla città che è stata e resta il cuore della grande cinematografia, la città delle stelle, dei sogni. A volte sembra essere la storia stessa all'interno di un grande set neppure tanto nascosto, scelta consapevole anche questa da parte del bravo regista Damien Chazelle, che ne firma anche soggetto e sceneggiatura. 
La la land è anche un omaggio al jazz. Chapelle aveva ampiamente dimostrato di saper raccontare un certo tipo di umanità attorno a questo genere musicale, nel bellissimo Whiplash - anche questo, correte a procurarvelo se non lo avete visto. Qui il jazz è il nume tutelare di Sebastian, il protagonista maschile, è il demone che lo possiede, è la sua strada per Oz, il sogno. Mia invece insegue disperatamente il successo sul grande schermo, lavorando strenuamente, fino a scoprire il talento della scrittura. Solo attraverso una drammaturgia che scrive per se stessa trova la sua occasione. 
Ma intanto i due si sono trovati, scelti, riconosciuti sulla stessa strada lastricata di avventure e disavventure che deve per forza portarli al successo. Si sostengono, si incoraggiano, si amano e confortano, cercano l'uno per l'altra la spinta verso "il posto giusto al momento giusto". 
Attenzione, dal rigo successivo spoiler. 


L'epilogo è spiazzante. Mi ha suscitato sensazioni miste, fra la tristezza e la malinconia. Avete presente quel nodo in petto che assomiglia a un languore? Ecco, non saprei come descriverlo meglio. 
Se Chazelle voleva creare nello spettatore, almeno in un certo tipo di spettatore molto sensibile a questo soggetto, un insieme in forte contrasto, c'è riuscito perfettamente. E tu vorresti essere in quel mondo, nella sequenza che rappresenta "quel che sarebbe stato se...", sapendo che per quanto triste questo finale è il solo finale possibile. Una traccia di quella realtà che lascia un'orma profonda in questa dolce storia e muta i destini dei protagonisti, che non sono destinati a restare l'uno accanto all'altra, perché la vita è fatta di scelte, perché non si può avere tutto e perché i due scelgono il sogno e non la realtà. La realtà è fatta di un ultimo incontro inaspettato, fugace, straziante, oggettivamente logico, in cui sono gli occhi a parlarsi, perché non c'è bisogno di parole. E perché queste due anime danzanti si ameranno per sempre in altro modo, da lontano. 
Qui il video della mia canzone preferita. 


Chi lo ha visto? Chi ha voglia di vederlo?

12 commenti:

  1. Complimenti, una recensione davvero bellissima e sentita! Io questo film l'ho visto al cinema, appena uscito, e mi è piaciuto pur senza farmi impazzire. Sicuramente il finale è la punta di diamante dell'intera visione, il momento in cui (questo almeno vale per me) metti in discussione tutto ciò che avevi visto prima e una favola si trasforma in realtà. Bello l'omaggio al jazz, belle le atmosfere, meravigliosa la canzone portante. Non so come mai non mi abbia conquistata, le premesse c'erano tutte. Rimane comunque un ricordo capace di suscitare delle emozioni, il che non è poco in una società costantemente stimolata come la nostra.

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    1. In effetti, ha diviso parecchi. Credo che si tratti del fatto che vadano metabolizzate certe atmosfere, vada individuato il senso e il fine del regista. Non è arrivato a tutti, ci può stare.

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  2. La tua recensione è sicuramente invogliante. Non so se lo vorrei vedere adesso, non sono nello stato d'animo ideale per un musical. Penso che un film per essere apprezzato va anche visto al momento giusto.

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    1. Decisamente meglio riservarlo a un momento propizio.

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  3. Non l'ho visto ma i film in b/n hanno accompagnato anche la mia infanzia. Condivido con te l'amore per Frank Capra. I suoi film segnano, non si dimenticano.
    Ciao, Luz! Buona giornata:-)

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    1. Li ho letteralmente adorati, ero bambina ma per me erano magia pura.

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  4. Bello il modo in cui hai raccontato il film, o meglio le sensazioni che il film ti ha suscitato. Io non l'ho visto, per questo mi sono fermata alla prima parte del post, non vorrei togliermi il piacere con qualche rivelazione. 😁
    Anche per me c'è stata un'epoca dei programmi- contenitore, ricordo Saturnino Farandola (tu?) e dei fim con Montgomery Cliff, le commedie deliziose con Doris Day e Sandra Dee. Ho idea che La la land piacerà anche a me.

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    1. Me lo ricordo come un sogno lontano, ma sì. Ricordo una voce particolare nell'attore, un tipo coi baffetti. Adoravo Sandra Dee, la fidanzatina d'America. :)
      Dai, appena lo vedi poi mi dirai.

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  5. L'ho visto e mi è molto piaciuto. Il finale credo che sia inevitabile, il prezzo del sogno era anche il tema del film precedente del regista, al punto da farmi chiedere cosa abbia sacrificato lui per i proprio sogni...

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    1. Ricordo la tua recensione. :)
      Lui non mi arriva dall'inizio alla fine. Non sento "affetto" per il personaggio, ma credo si tratti del fatto che non mi piace il suo interprete.

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  6. Mi ricordo anch'io le retrospettive con i grandi film di Hollywood, peccato che la tv di stato non faccia più queste rassegne. Anch'io avevo imparato a conoscere grandi attori e grandi registi in questo modo, come Ingrid Bergman o Humphrey Bogart. Non ho visto il film di cui parli, ma ho visto Whiplash che tra l'altro ho recensito sul blog qualche tempo fa. Ho saltato la parte di spoiler perché mi riprometto di vederlo anch'io. :-)

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    1. Chiunque abbia visto Whiplash riesce ad apprezzare anche questa bella opera.
      Appena lo avrai visto, leggerò volentieri una tua recensione. :)

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