giovedì 3 novembre 2016

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno - Ella Berthoud, Susan Elderkin

I libri sono la cura per ogni malessere - ci mostrano le nostre emozioni, una volta, e poi ancora una, finché non riusciamo a dominarle. 
D. H. Lawrence
Se vi capita di imbattervi in questo bel manuale, vi consiglio di farvi un regalo, perché non può mancare sullo scaffale di ogni bibliofilo che si rispetti. A parte che Sellerio ne ha fatto un'edizione che è piacere semplicemente sfogliare, sappiate che l'introduzione di Fabio Stassi, che ne è il curatore in Italia, è una delle sue numerose chicche. 
...la più fortunata malattia cronica che ci si possa augurare di contrarre sin da bambini è la lettura, scrive Stassi, seguendo la scia di questa metafora cui la passione per i libri si presta assai bene a diventare. In fondo, amare i libri significa essere stati in certo senso "contagiati" fin da piccoli da qualcuno, un amico, un parente, che con il suo entusiasmo ci trasmette questo morbo se siamo fortunati. E davvero, pensiamoci un attimo: quante volte ci è capitato di consigliare quel determinato libro a qualcuno, garantendo sulla sua salubrità e il suo potere taumaturgico? Ogni volta ce ne facciamo realmente garanti, e magari se il qualcuno ci ascolta, avremo a nostra volta "contagiato" verso quella determinata lettura.
Nella nota all'edizione italiana è scritto che questo libro si rivolge ai lettori, ai bibliotecari, ai librai di tutto il continente, perché, in definitiva, il romanzo è il primo e più riuscito esempio di globalizzazione. Poi si svela un aspetto imprescindibile di ogni buon manuale: le varie edizioni sono state adeguate ai gusti di quel particolare Paese, e il libro via via si è trasformato accogliendo i suggerimenti di bibliotecari e librai - in tutte le edizioni comunque, fra gli autori italiani, compaiono Baricco, Marani e Tomasi di Lampedusa. 
Le due autrici - amiche fin dai tempi dell'Università di Cambridge dove iniziarono a consigliarsi reciprocamente molti dei numerosi romanzi citati nel volume - scrivono una loro definizione di Biblioterapia: ramo della medicina che cura certi disturbi dell'esistenza con la somministrazione di opere di narrativa. Uhm, interessante, direi. E per chiunque ami i libri, inoppugnabile. 
Ma veniamo al corpo del prezioso manuale.
Una piccola enciclopedia minuziosamente compilata, con i malanni in ordine alfabetico il primo dei quali è Abbandono. Il tema è inteso in senso lato, può trattarsi di abbandono fisico o emotivo (ogni voce è dettagliatamente spiegata) e per questo malanno il rimedio perfetto è Canto della pianura, di Kent Haruf. Del romanzo viene tracciata una breve trama e alla fine un ultimo consiglio, quello che il lettore dovrebbe trarre dalla sua lettura. Fantastico, direi. Vado oltre, una voce minore fa riferimento ai "disturbi della lettura", ossia il compulsivo acquisto di libri. Qui non resta che consigliare di passare agli e-book per porre un limite alla cosa. 
Alla voce Adolescenti trovo I dieci migliori romanzi per adolescenti, con l'approfondimento I dieci migliori romanzi da leggere tra le superiori e l'università, I dieci migliori romanzi per ventenni, I dieci migliori romanzi per cinquantenni. Ma andiamo avanti. Le voci sono a volte talmente comiche da essere inverosimili, eppure a ciascuna corrisponde uno o più consigli di lettura. 
Insomma, ci sono uno o più romanzi da leggere se si è agorafobici, se si è al verde, se si ha paura di arrampicarsi sugli alberi (qui il consiglio non poteva che essere Il barone rampante di Calvino), se si va a sbattere con l'alluce contro qualcosa, se si è bassi, se si mangia troppa carne, se si spende troppo, se si dorme troppo poco, se si vuole smettere di fumare, ecc. ecc. Vi garantisco, un rutilante elenco di magnifici consigli e osservazioni acute.  
Cito qui quel che trovo alla voce Mal di denti
Anna Karenina, Lev Tolstoj
Tempo di uccidere, Ennio Flaiano
Il mal di denti è un dolore dei più squisiti - uno dei peggiori, perché è dentro la testa - e chi ne soffre sarà solidale con Vronskij: "L'attanagliante dolore al dente robusto, che gli riempiva di saliva la bocca, gli impediva di parlare...". Ciò che cura Vronskij, un attimo dopo, è la sostituzione del dolore fisico con un fortissimo disagio interiore - un ricordo che gli provoca un dolore tormentoso e complesso che gli fa dimenticare completamente il suo mal di denti. (Insomma il ricordo dei miseri resti di Anna sui binari, aggiungo).

Da questo passo si comprende perfettamente il carattere ironico e arguto dell'opera, che si conclude con gli elenchi dei "disturbi della lettura", dei "dieci migliori romanzi" per ogni evenienza ed età, e con un indice delle voci degno del migliore enciclopedismo d'annata. 
Avete mai avuto la sensazione di questo potere taumaturgico della lettura?

14 commenti:

  1. Questo libro mi incuriosisce da tempo, ancor più da quando ho saputo che Stassi si è ispirato proprio ad esso per il suo romanzo La lettrice scomparsa. Del singolare modo in cui l'autore ha spiegato la biblioterapia al Festivaletteratura spero di parlare diffusamente prima della fine dell'anno, ma posso già anticipare che so benissimo a cosa ci si riferisce parlando di potere curativo dei libri: che sia perché un certo libro ha la chiave per liberarci da qualche magagna o per il semplice fatto che poche pagine in una giornata sfibrante bastano a farvi entrare un po'di relax e serenità, comunque con la letteratura ci si sente meglio!

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    1. Curiosa di leggere La lettrice scomparsa, a questo punto.
      Comincio a credere che questa "biblioterapia" non sia solo qualcosa cui si vuol credere a tutti i costi, ma una realtà. Tuttavia penso anche che lo possa essere per coloro che amano visceralmente i libri, e fra i libri in particolare i romanzi.

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  2. Più che con i romanzi la sensazione della cura l'ho con il mito e con la poesia.

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    1. Ecco, la tua risposta è il trait d'union con la precedente mia risposta a Cristina. Per la maggior parte delle persone, se realmente i libri hanno questo potere taumaturgico, probabilmente ciò vale per la narrativa, i romanzi, che in effetti offrono l'opportunità di identificazione. Tu scrivi invece "mito e poesia", qui si apre uno scenario diverso, altrettanto interessante. Del resto, gli antichi sostenevano fermamente l'idea del potere catartico di opere simili.

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  3. Post formidabile Luana. Parte da un assunto che dovrebbe essere inserito come materia nelle facoltà di medicina. Brava, brava, brava.

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    1. Il mio non è che un appassionato commento a questo mirabile volume. :-)

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  4. Durante la tesi di laurea lavoravo con uno strumento che a un certo punto ha smesso di funzionare, rendendomi impossibile produrre i dati necessari per averla una tesi. Mentre utilizzavo le procedure di ripristino del manuale tecnico, mi sono messo a leggere articoli su articoli, poi, terminati, sono passato a pagine su pagine della serie de La ruota del tempo, che in quel periodo complicato mi ha tenuto tanta compagnia e mi ha tirato su di morale.

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    1. Il potere delle intricate trame...

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  5. Sapevo dell'esistenza di questo libro anche se non avevo mai approfondito, però da come ne parli deve essere decisamente una lettura curiosa :D Comunque concordo sul potere taumaturgico dei libri, non so se valga anche per i "mali fisici" ma per quelli interiori per me sono sempre stati un'ottima medicina!

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    1. Ah, se i libri potessero anche curare le malattie. Magari. Comunque alleviano le molte pene di una convalescenza, almeno.

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  6. Sì, certamente: letteratura e musica possono decisamente fare miracoli per me. Come hai scritto, capita di suggerire un titolo ad un amico per sollevarlo o sostenerlo in un particolare momento: quel "consiglio" nasce dalle stesse sensazioni ed emozioni provate durante la lettura. Ovviamente non sempre si azzecca XD I rischi del mestiere di lettore petulante! XD
    Canto della pianura di Haruf associato all'abbandono mi ha evocato quanto ho amato questo libro, e che forse sarebbe il momento di procedere con i restanti volumi della Trilogia!
    Per finire: avrò questo libro *__*

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    1. Sì, devi averlo.
      Avevo la sensazione che avessi letto Haruf. Lo aggiungo alle decine di libri che ho tanta voglia di comprare. :-)

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    2. Ho letto soltanto Canto della pianura (se vuoi, trovi un post di fine giugno!) seguendo l'ordine cronologico di uscita della trilogia (in Italia l'ordine di pubblicazione è differente rispetto alla scrittura) e l'ho trovato veramente bello *__* Compra! :D

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  7. Non avevo mai pensato ai libri in questi termini, ma è vero! Per me i libri sono una cura continua, e anche oltre: ognuno di loro è un viaggio da compiere, una musica da ascoltare, una riflessione obbligata, una compagnia quando sei solo, un rimedio alla noia. Sono tra le cose più belle dell'esistenza, un vero dono del cielo.

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