domenica 8 febbraio 2015

La mia Londra - Simonetta Agnello Hornby

Incipit: Non saprei esprimere il mio amore per Londra meglio di Samuel Johnson, il più famoso intellettuale inglese del Settecento, che vi arrivò da una cittadina delle Midlands, Lichfield, alla stessa età in cui io vi andai a vivere - ventisette anni - e vi rimase fino alla morte. 

E' bello arrivare ad uno scrittore attraverso uno dei suoi libri meno noti. La Agnello Hornby è diventata celebre per romanzi come "La mennulara" e "La zia marchesa", che non ho ancora letto e ai quali arriverò, proprio sulla scia dell'unico finora letto. 
Mi sono imbattuta spesso nei libri di questa scrittrice le innumerevoli volte in cui sono capitata in librerie, ma non è mai scattato in me il desiderio di leggerla, fino a quando ne conobbi l'intelligenza e la sensibilità in una trasmissione televisiva. Un programma tv singolarissimo, con la nostra che lascia entrare le telecamere in una delle tenute di famiglia, in Sicilia, e lei assieme alla sorella racconta antiche ricette di mamma e nonne, mentre oggettivamente le realizza. Mi colpiva in quelle piccole trasmissioni il senso di familiarità che traspariva nelle parole, le cose, i modi, oltre al fascino che emanavano gli oggetti maneggiati in quella grande cucina, tutti rigorosamente d'epoca, originali. Piatti realizzati secondo antiche usanze e con strumenti dell'epoca di quelle usanze. Lo trovo magnifico. L'ho pensata come una signora a modo, rigorosa e salda, uno di quei tipi che suscitano stima. Da lì ad acquistare questo suo testo il passo è stato breve.
Il racconto di Londra, la sua Londra, è un viaggio attraverso gli anni in cui la scrittrice scopre gradualmente ogni aspetto di questa città, usi e costumi e storia. La scopre vivendoci, dal momento in cui la sua vita prende una direzione diversa da quella immaginata, poichè vi giunge nei primi anni Sessanta, diciassettenne desiderosa di imparare la lingua inglese e tornare nella sua Palermo, per poi invece sceglierla per la sua vita, la sua formazione e poi professione, oltre che per il suo privato, giacché sposa un inglese.
L'adattamento di questa giovane donna a una cultura completamente diversa non è semplice, e per quanto si possa essere assolutamente disposti e pronti a imparare, occorre molto tempo per "sentirsi a casa". Le diverse case, i figli da crescere, la professione coltivata con ambizione, le scelte difficili, la possibilità di importanti amicizie, tante esperienze non sempre felici ma che sono tutti tasselli coi quali la Agnello Hornby crea una sua identità di italiana in terra straniera che pian piano si sente anche inglese. Credo che essenziale per lei sia stata la passione innata per la storia, l'arte, la ricerca di ciò che non è noto ai più. Da qui il desiderio di scoprire, passeggiare da sola, abitualmente, perchè Londra si sveli nei suoi angoli più nascosti e nei suoi segreti. Veicolo attraverso il quale ella giunge a carpirne l'identità e farla propria, la scoperta e lo studio di Samuel Johnson, colui che viene ritenuto il padre dell'Illuminismo inglese. Una buona esperienza di lettura. Quando organizzerò un viaggio a Londra sarà in parte come esserci già stata. 

Il booktrailer

6 commenti:

  1. Avevo letto "La zia marchesa", anni fa. Non lo ricordo bene, ma sono certa di aver considerato lo stile un po' troppo classico per i miei gusti, quasi antico e lontano dalla mia sensibilità- Chi lo sa, forse adesso avrei un approccio diverso. :)

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    1. Non saprei dire se i suoi romanzi abbiano uno stile diverso da questo suo testo. Potrei dire che lo stile di questo è semplice, punta all'essenziale, con poche aggettivazioni, uno stile che predilige l'ipotassi.
      Però non è un romanzo, non conosco ancora la Agnello Hornby romanziera.

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  2. mai stata a Londra..? peccato mortale! ^_^

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    1. Devo difatti assolutamente rimediare. Per la prossima estate sto puntando prima a Parigi. Pensa che ho visto in lungo in largo gli Stati Uniti e non conosco l'Europa, solo Spagna e sud della Francia.

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  3. non conosco i libri di questa scrittrice, ma da quello che hai scirtto mi incuriosisce parecchio
    Annamaria

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    1. Una scrittrice di grande garbo. Se prendi qualcosa di suo, fammi sapere. :-)

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