sabato 13 gennaio 2018

Chaplin Award - Il premio ai migliori post del 2017

Un po' in ritardo sulla tabella di marcia - periodo folle tra lavoro e teatro - e finalmente eccoci all'assegnazione del premio ai post di blog che seguo, a mio parere fra i migliori della blog-sfera. 
Un premio che mi sono inventata lo scorso anno, qui potete leggere i migliori post premiati del 2016, se vi va. 
Il Chaplin Award ha un significato particolare per me, perché vuole essere occasione di menzione di quei post che per me hanno rappresentato un arricchimento culturale.
Da quando ho aperto questo blog, l'intento è stato fin da subito creare un luogo in cui scrivere, ma anche in cui condividere pensieri e opinioni con persone dai gusti e dalle propensioni affini ai miei. 
Va da sé che il mio occhio sia sempre attento verso blog che sono particolarmente orientati verso un aspetto di divulgazione, occasione di conoscenza.
Il Chaplin Award è un premio che non obbliga ad alcuna catena, sta lì e basta. Se vi va, inseritelo nelle vostre homepage. 
Squillino le trombe, ecco i 10 post più interessanti del 2017, cui tendo il mio modestissimo tributo:

1. In viaggio con Proust: la mia dipendenza, di Marina Guarneri del blog Il Taccuino dello Scrittore. Sempre acuta e dalla scrittura fluida e accattivante, Marina sa come esprimere il suo pensiero riguardo al "viaggio" intrapreso con la Recherche. 

2. "Ogni famiglia è infelice a modo suo": la famiglia nella letteratura, nei film e nei fumetti, di Cristina Cavaliere del blog Il Manoscritto del Cavaliere. Davvero avrei l'imbarazzo della scelta a cercare nel blog di Cristina il suo miglior post dello scorso anno. Sono tutti singolarmente speciali, ne prendo uno a rappresentanza di tutti. 

3. La vipera di Cleopatra, di Giuliano del blog Il cavallo di Brunilde. Una new entry fra i blog che seguo regolarmente. Un luogo ricco di citazioni, spunti di discussione, appunti. Il blog è tenuto da Giuliano e da Giacynta, un ottimo connubio di blogger. 

4. Il percorso casa per casa, di Cristina Malvezzi del blog Athenae Noctua, un percorso affascinante nell'arte che denota la grandissima cura della disamina che da sempre caratterizza Cristina. 

5. I miei 5 strumenti per trovare la "parola giusta", di Maria Teresa Steri del blog Anima di carta. Il nerbo di questo blog sta nelle centinaia di post utili all'aspirante scrittore. Questo è solo uno dei tantissimi di Maria Teresa, sempre generosa nel condividere le sue risorse. 

6. Ancora i sette vizi (ma in chiave letteraria), di Ariano Geta dell'omonimo blog. Un delizioso post sui sette vizi ravvisati in romanzi della tradizione letteraria, una di quelle chicche del web. 

7. Piroette funamboliche sul filo dell'arte della persuasione, di Clementina Sanguanini del blog L'angolo di Cle. Vero è che sono decine i post dello scorso anno degnissimi di attenzione, Clementina è una blogger raffinata e sempre aperta ad analisi letterarie e non, di grande pregio. 

8. Ho corso con Murakami Haruki, di Grazia Gironella del blog Scrivere Vivere, una recensione godibilissima di un libro che ho amato molto anch'io. 

9. Da pagina 210 del manoscritto, di Vincenzo Iacoponi dell'omonimo blog. Scoperto di recente e aggiunto ai miei blogger preferiti, Vincenzo è un vivace commentatore, una fucina di idee, di fantasia, e anche un buono scrittore. 

10. Lo Hobbit, J. R. R. Tolkien, di Julia del blog Tanto non importa. Giovane e brava blogger sempre all'altezza di ogni argomento che tocca. Questo in particolare è un gustoso viaggio nel celebre romanzo. 

Grazie agli amici blogger menzionati e a quelli che non compaiono nella lista, ai quali devo comunque sempre tanto. Buon 2018 di blogging a tutti!

mercoledì 3 gennaio 2018

Le braci - Sándor Márai

Incipit: In mattinata il generale si soffermò a lungo nella cantina del vigneto. Vi si era recato all'alba insieme al vignaiolo perché due botti del suo vino avevano cominciato a fermentare. Quando finì di imbottigliarlo e fece ritorno a casa, erano già le undici passate. Ai piedi delle colonne, sotto il portico lastricato di pietre umide ricoperte di muffa, lo attendeva il guardacaccia, che porse una lettera al padrone appena arrivato. 

Un bell'inizio del nuovo anno voltare l'ultima pagina di questo romanzo, per me una rivelazione, al momento fra i più letti e noti nel circuito di lettori abituali o "forti" che dir si voglia (a proposito, le statistiche ci restituiscono un resoconto annuale a dir poco scoraggiante, meriterà un approfondimento).
Intreccio e stile godibilissimi, scrittura lucida, ferma, elegante quella di Márai, che si rivela un narratore meritevole di essere conosciuto più di quanto non lo sia già fra coloro che ne hanno apprezzato anche altri romanzi (ho già La donna giusta e non vedo l'ora di leggerlo).
Le braci, scritto nel 1942 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 1998, è la storia, soffertissima, di una resa dei conti. Se guardiamo a tutto l'intreccio con una visuale larga, ci appare all'inizio come un affresco affascinante dell'alta società ungherese ai tempi del grande Impero austro-ungarico, puntellata di gentiluomini in alta uniforme con un grande senso dell'onore e del servizio verso la patria. Il panorama comprende anche la grande pianura ungherese, la puszta, nel quale si muove il padre del protagonista - un ufficiale della guardia che sposa una fragile gentildonna parigina, sofferente nell'immensa solitudine del castello immerso nell'aspro territorio cui i suoi occhi non sono avvezzi. Da costoro nasce Henrik, il generale col quale il romanzo ha inizio, un protagonista nel quale scopro essersi celata molta parte del carattere dello stesso Márai.

sabato 23 dicembre 2017

Profumo di bucce d'arancia.

C'è una cosa molto bella che si chiama "memoria olfattiva", quella capacità di ricordare sentendo un profumo, un odore. A me capita quando mangio un'arancia o un mandarino e metto le bucce sul termosifone. 
Si espande un profumo che mi riporta automaticamente all'infanzia e all'adolescenza, in quel periodo fra gli anni Ottanta e i Novanta in cui tutto era più semplice, forse più bello. 
Il Natale a quel tempo era per me una festa molto attesa, mi piaceva organizzarmi in tutto e per tutto, occupandomi dell'albero, il presepe, i tanti pacchi e pacchetti che si accumulavano ai piedi del piccolo abete. Lo trascorrevo con famiglia e parenti, componevamo una di quelle proverbiali tavolate anche di trenta persone, per altro tipiche del sud. 
Erano anni di liceo e poi di università, nel piccolo paese poco altro, qualche uscita al cinema o in pizzeria, passeggiate sul lungomare, giri in motorino. Non era una vita ricca di esperienze, era piuttosto semplice, ecco perché il Natale significava vivere un evento vero e proprio.

sabato 16 dicembre 2017

A Più libri più liberi 2017

Sono tornata alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria dopo un bel po' di anni, complice un invito di Marina Guarneri che non si poteva proprio declinare. Marina ne ha scritto un piacevole resoconto qui.
Sarà che quest'anno l'evento è stato spostato dal consueto luogo di ogni anno, il Palazzo dei congressi, alla celebre Nuvola di Fuksas, ma pare che abbia registrato più di centomila presenze e molta affluenza a tutti gli eventi in programma. Ottimi dati trattandosi di libri, vero?
Un pomeriggio bello e divertente, come sanno renderlo tale due amiche blogger che si incontrano e si avventurano fra corridoi ricchi di proposte e tante novità. 
C'è da dire che a Marina io e mio marito dobbiamo l'aver saltato una fila di un'ora, che appena arrivati ci aveva fatto crollare il morale. Il messaggio provvidenziale "venite a raggiungermi, sono quasi all'ingresso ormai" ci ha salvati dall'accodarci a un serpentone di avventori contrariati.
Riabbracciare Marina è ogni volta bello e questa volta - sarà che la passione per i libri rende tutti più complici - trascorrere delle ore assieme è stato esaltante.

mercoledì 6 dicembre 2017

Come un dio immortale - Maria Teresa Steri

Incipit: Era una tiepida giornata di primavera quando Vera annunciò di essere incinta. 
«Avremo un bam… bino?», balbettò Teo. 
Si erano trasferiti in città due anni prima per studiare giurisprudenza, ma non avevano mai messo piede all’università né dato esami. 
«Se avremo un figlio, diventeremo proprio come tutti gli altri, gli ordinari che tu odi tanto», le fece osservare Teo, appena riprese fiato dopo la notizia. 
Lei scosse la testa con aria sdegnosa. «Non accadrà. Siamo diversi, noi conosciamo la verità».

Eccomi pronta a recensire il secondo dei tre romanzi di Maria Teresa Steri, scrittrice e animatrice del blog Anima di carta.
Per essere precisi, la storia di Lyra è il terzo dei suoi romanzi. Ho avuto il piacere di recensire il precedente, Bagliori nel buio, in questo post
Come un dio immortale è un lungo romanzo che rivela pagina dopo pagina anzitutto un aspetto tipico della scrittura di Maria Teresa: l'accuratezza. E' una scrittura carica di attenzione per i dettagli, di ricerca. 
Come nel primo post, devo precisare di non trovarmi dinanzi a un genere fra i miei preferiti. Difficile che apra un libro il cui nucleo narrativo sia l'esoterismo. Essere blogger mi ha fatto conoscere questa appassionata scrittrice e ne sono contenta, perché un libro autopubblicato rischia di essere solo uno fra i tanti e a volte possiamo perderci qualcosa di interessante.

martedì 28 novembre 2017

Anna Magnani - Matteo Persica

Il giorno dopo la sua morte, erano centinaia le persone immobili sotto la pioggia. Non c'era nulla da aspettare, ma loro aspettavano. 
Alle dieci del mattino di quel 27 settembre 1973, mentre il mondo della politica esprimeva il suo cordoglio, una folla si era riversata davanti ai cancelli della clinica Mater Dei, nel quartiere Parioli, prendendola letteralmente d'assedio. L'istinto popolare prese il sopravvento: le persone erano pronte a buttare a terra il cancello di ferro pur di vedere Annarella. 

Un giovane autore, studioso di cinema italiano, lavora per otto anni alla ricostruzione dettagliata della biografia di una delle più grandi dive del mondo e ne viene fuori un lungo testo in cui ci si immerge totalmente e dal quale si esce con un certo arricchimento. 
Ancora una volta è il teatro a portarmi sulle tracce di un personaggio. Sì, perché questo libro mi è stato donato da una cara amica, ottima attrice, che mi ha espressamente richiesto un copione che racconti Anna Magnani, la sua nume tutelare, penso io, perché ha verso essa una vera e propria adorazione. Come si fa a non accettare questa sfida? Mi getto su questo libro leggendolo "a balzi", tornando a leggere, prendendo appunti, a volte restando in silenziosa contemplazione dinanzi a un passaggio.

sabato 25 novembre 2017

Là dove tutto è cominciato.

Qualche pomeriggio fa ho ricevuto una telefonata dalla mia vecchia scuola. Da quella segreteria è partita una cosa molto incresciosa che si chiama "ricostruzione della carriera". Praticamente ti chiedono di fornire tutto quello che riguarda il tuo lavoro a scuola, dal primo giorno in cui hai messo piede in un'aula. 
Burocrazia pura, lunga e tortuosa la strada che porta al termine di un percorso e al momento in cui dal Ministero arriva l'imprimatur perché si possa procedere con la messa in regola della tua "posizione". 
Fra i documenti che mi hanno richiesto c'è anche la Relazione finale dell'anno di prova, una dispensa che scrissi quasi dieci anni fa, al termine dell'anno scolastico in cui sei "in prova", appunto, ma già all'interno di un'assunzione a tempo indeterminato. Nell'ufficio è andata smarrita, un classico di tante segreterie scolastiche, e mi sono precipitata al vecchio pc per recuperare il file. Dopo una ventina di minuti di batticuore, l'ho trovata. 
Che ricordi, e quanta tenerezza. Quante cose sono successe in dieci anni, quante scuole vissute, quanti ragazzi mi sono passati dinanzi agli occhi, quanti esami in commissione a giugno, quanta strada.

venerdì 17 novembre 2017

Comunicare è una faccenda seria (fra webeti, troll, haters e altre amenità)

Oggi vorrei soffermarmi su una riflessione che riguarda tutti noi, fruitori della rete, frequentatori di gruppi, blogger o semplicemente comunicatori d'ultima generazione. 
L'uso scorretto della comunicazione in rete è diventato ormai fenomeno endemico, frutto dell'accessibilità di questo sistema, fatto per essere "intuitivo" per chiunque. In altre parole, l'accesso alla rete è permesso a tutti, da telefono smartphone, tablet, pc, semplicemente con un account realizzabile in pochi minuti. 
Da uno stesso dispositivo ci si collega con più account, per altri versi in una stessa piattaforma social si entra con più profili, se ne può cancellare uno per crearne uno nuovo in pochi clic, insomma tutto estremamente facile, come i bravi programmatori che stanno dietro a tutto questo hanno voluto. Va da sé che per milioni di utenti questo è diventato un "paese dei balocchi" per dare sfogo ai propri "appetiti". 
A chiunque abbia un profilo Facebook e abbia intenzione di farne un uso equilibrato ed equidistante dalle molte cose più importanti da fare, è ormai chiaro che il social più frequentato al mondo è anche il maggiore veicolo di false informazioni (ossia fake), scambi accesi (in gergo flame), incursioni di disturbatori spesso senza un grammo di sale in zucca (i cosiddetti troll), attacchi di persone che odiano quelle di successo (gli ormai noti haters) e, last but not least, webeti, nella felice definizione che ha ideato un noto giornalista, termine che racchiude tutti gli analfabeti funzionali della comunicazione via web (o per dirla in maniera semplice, i cretini).

venerdì 10 novembre 2017

La graphic novel del Diario di Anne Frank

Sono stata sovente abbattuta, ma mai disperata; considero questa vita clandestina come un'avventura pericolosa, ma anche romantica e interessante. 
Anne Frank 

Amo le coincidenze e questa è una di quelle che accolgo con l'entusiasmo di chi fantasticamente ci vuol vedere un segno, una traccia di quel principio secondo il quale "nulla accade per caso". 
Ebbene, mentre qualche mese fa inizio a lavorare alla regia del mio nuovo progetto teatrale, una mia drammaturgia intitolata "Finding Anne Frank", la Einaudi pubblica a settembre l'edizione italiana di una bellissima graphic novel che racconta in modo inedito e travolgente il Diario. 
Mi prefiggo di acquistarlo, ma intanto lo prendo a prestito dalla biblioteca scolastica, che ultimamente si è arricchita di titoli nuovi grazie all'iniziativa #ioleggoperché cui abbiamo aderito grazie all'impegno di una collega. 
A sfogliare questo fumetto si resta ammaliati dalla sua bellezza: i disegni di David Polonski sono dotati di una "leggerezza" che incanta. A mio parere, proprio la levità e delicatezza del disegno aiutano a leggere il Diario da un'angolazione del tutto nuova, che ben si accorda all'innocenza della sua autrice, alla sua fervida creatività. 
La graphic novel del Diario di Anne Frank è un'opera commissionata a settant'anni dalla pubblicazione del Diario. In sostanza, la Fondazione Anne Frank di Basilea, in Svizzera - fondata da Otto Frank nel 1963 e oggi depositaria assieme alla casa di Amsterdam della grande eredità ideologica di Anne - ha espresso il desiderio di offrire al mondo un'opera di facile accessibilità, che desse un contributo importante alla sopravvivenza della memoria, un aspetto di fondamentale necessità per la storia tutta della Shoah ebraica.

mercoledì 1 novembre 2017

Firmino - Sam Savage

Incipit: Avevo sempre immaginato che la storia della mia vita, se un giorno l'avessi mai scritta, sarebbe cominciata con un capoverso memorabile: lirico come il "Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi" di Nabokov o, se non altro, di grande respiro come il tolstojano: "Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo". La gente ricorda espressioni del genere anche quando del libro ha dimenticato tutto il resto. 

Immaginate che un topo, uno di quei topastri brutti e spelacchiati di città, che vivono tra le fognature e i parchi cittadini, sia in grado di elaborare pensieri umani. Immaginate che sia sensibile e assai intelligente, capace di arrivare a conclusioni filosofiche, in cerca di una identità. 
Immaginate insomma la storia di un topo da biblioteca
Ecco, quello è Firmino, il protagonista di un delizioso romanzo diventato un caso editoriale una decina d'anni fa. 
Il suo autore, Sam Savage, scrive questo libro in vecchiaia, attorno ai settant'anni, per puro divertimento. Lo fa pubblicare da una piccola casa editrice con tiratura limitata, la Coffee House Press di Minneapolis, senza prevedere che di lì a poco le vendite del libro ne avrebbero fatto un prodotto ambito ed esportato. Non è difficile supporre perché, questa storia è bella, commovente e indimenticabile. L'avevo letta a suo tempo e oggi, cercando letture adatte a un gruppo che ho messo su fra i miei allievi di teatro (eh sì, l'educazione deve essere a tutto tondo) mi torna fra le mani. 
Riletto in pochi giorni, come fosse una prima volta.

mercoledì 25 ottobre 2017

Il genio e l'alcolismo

Ernest Hemingway (1899 - 1961)
Mi piace gustare del buon vino e prediligo il rosso. Mi piace anche la birra fredda. Apprezzo meno il parterre di superalcolici. Diamo un'occhiata al mondo dell'arte
Fra scrittori, pittori e cantanti la dipendenza dall'alcool - o da droghe - è una costante. 
In letteratura è noto l'alcolismo di Kerouac, Bukowski, Hemingway, Fitzgerald, Joyce, Faulkner per dirne alcuni. 
Per molti di questi grandi nomi della letteratura mondiale non si trattò di un semplice vizio occasionale, ma proprio di alcolismo, una dipendenza distruttiva e per molti fatale. 
Non è difficile supporre che il genio sia legato a forme di dipendenza da alcool o da droghe proprio in quanto fughe vere e proprie dalla depressione, da vite ed epoche in cui queste grandi menti non si sentivano a proprio agio. Bukowski scrive "Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare, se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare, se non succede niente si beve per far succedere qualcosa". 
Anche Murakami si è accorto che qualcosa lega tutti gli scrittori più grandi: "Gli scrittori che mi piacciono, chissà per quale ragione, erano tutti alcolisti". L'alcool uccise molti di essi, tutti finiti in una spirale di autodistruzione che probabilmente è stata consapevole.